6 Maggio 2008...8:16

Clinton Obama, scatta l’ora della verita’

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Riparte la sfida fra Barack Obama e Hillary Clinton per l’investitura del partito democratico come candidato alla Casa Bianca. Si vota in Indiana e Carolina del Nord: l’ex first lady Hillary Clinton e il senatore dell’Illinois Barack Obama si sono scontrati di una campagna senza sconti.
L’incremento dei prezzi del carburante ( in california si sfiorano i 4 dollari al gallone) e le strategie per riportarli sotto controllo, la guerra in Iraq, la crisi economica americana, la reciproca “eleggibilità”.

Ogni argomento è stato utilizzato da Clinton e Obama per colpire l’ avversario in vista del voto odierno.
Siamo di fronte ad una tappa fondamentale di questa campagna elettorale, che sembrava dovere arrivare a un punto decisivo gia’ dopo il “super tuesday”, quando oltre 20 stati sono andati al voto contemporaneamente lo scorso 5 febbraio, poi dopo le primarie (Washington D.C., Maryland e Virginia il 12 febbraio), quindi dopo il voto in Texas, Ohio e Rhode Island il 4 marzo e infine dopo la Pennsylvania, due settimane fa.
La situazione potrebbe non cambiare molto neache dopo il voto di oggi. In gioco in Indiana e Carolina del Nord ci sono rispettivamente 72 e 115 delegati, oltre a complessivi 32 “superdelegati”, che possono scegliere per chi votare alla convention di fine agosto, e i sondaggi danno Clinton avanti in Indiana in media di poco meno di 5 punti e Obama avanti in Carolina del Nord, con una media di oltre 6 punti, comunque meno dei 20 punti di distacco che era arrivato ad avere nelle scorse settimane. La partita è tutta aperta dunque, con Clinton costretta a vincere in modo convincente in Indiana e a contenere le perdite, meglio ancora a strappare un’inattesa vittoria, in Carolina del Nord per mantenere vive le proprie speranze elettorali, rinnovate con il buon risultato della Pennsylvania.

La “menzonia” rifilata agli americani dalla Clinton riguardo al fuoco nemico sotto il quale si sarebbe trovata in Bosnia, e smentita successivamente da una foto in cui la si ritraeva tutta sorridente insieme al marito Bill, non ci piaciuta affatto.

Se ha mentito su una simile stupidaggine, chi ci dice che non lo rifara’ su questioni ben piu gravi una volta eletta alla casa bianca?

SI attende con ansia il verdetto di Inidiana e North Carolina, e ci aspettiamo una risposta ferma e decisa da parte dell’ elettore.

Se uno dei due candidati stravincesse a sorpresa in tutti e due gli Stati la situazione potrebbe cambiare: anche se nessuno dei due comunque arriverebbe ai 2.025 delegati necessari per vincere la nomination, i “superdelegati” ancora indecisi (oltre 200 dei 795 totali) potrebbero infine prendere una posizione, evitando di trascinare la decisione fino alla fine delle primarie o, peggio ancora, fino alla convention di fine agosto, fatto che secondo il partito sarebbe estremamente dannoso e finirebbe per avvantaggiare il senatore dell’Arizona John McCain, candidato repubblicano per la Casa Bianca.
Lo scenario forse più probabile è che questa sera i due rivali si trovino ancora nella situazione attuale, che vede Obama in vantaggio in termini di delegati (al momento 1.607 per Clinton e 1.743 per il senatore di Chicago), senza però essere riusciti ad assestare il colpo del ko, rimandando tutto alla prossima tappa cruciale.

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