5 Aprile 2008...3:00

Come si vota il 13 e 14 aprile: breve guida al funzionamento della legge elettorale

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Ad una settimana dal voto è bene fare un po’ di chiarezza sull’intricato sistema elettorale italiano. La legge  proposta dal Sen. Roberto Calderoli prevedeva originariamente premi di maggioranza su base nazionale sia alla Camera dei Deputati che al Senato della Repubblica, in questo modo era possibile garantire che il partito o schieramento che avesse raggiunto la maggioranza relativa dei voti avrebbe ricevuto il 55% dei seggi. Questa proposta venne però bocciata dal Presidente della Repubblica in quanto la Costituzione Italiana prevede che i seggi per il Senato vengano assegnati su base regionale. La conseguente modifica rese la nuova legge elettorale non più in grado di garantire una solida maggioranza al Senato e produsse i risultati di sostanziale pareggio alle scorse elezioni politiche del 2006. Questa modifica stravolse a tal punto lo spirito originario della legge da portare il suo stesso autore a definirla Legge Porcellum. Purtroppo, nonostante subito dopo il voto che portò Romano Prodi alla guida del Governo tutti dissero che fosse prioritario rivedere la legge elettorale, in due anni nulla è stato fatto (tralasciamo di dire per quale motivo in quanto un po’ tutti i partiti politici hanno avuto le loro responsabilità). Sta di fatto che anche quest’anno dovremo andare a votare con questa legge e quindi dovremmo cercare di esprimere le nostre preferenze per massimizzare il risultato con i complessi meccanismi che questa legge prevede.

Vediamo allora, a grandi linee, come funziona il Porcellum. Alla Camera dei Deputati, come detto, il premio di maggioranza viene assegnato a livello nazionale e quindi è garantita la maggioranza assoluta al partito o schieramento vincente. E’ previsto uno sbarramento per garantire che solo i partiti più rappresentativi possano avere deputati eletti, questo sbarramento è posto al 4% su base nazionale. Al Senato della Repubblica il premio di maggioranza viene dato su base regionale e quindi il partito o schieramento che ottiene più voti in una regione avrà il 55% di senatori eletti in quella singola regione. Anche qui è prevista una soglia di sbarramento che però è posta all’8% su base regionale. Ci sono poi altri dettagli che però occuperebbero intere pagine per essere spiegati e sono comunque marginali ai fini dei risultati finali.

In conclusione, in base ai dati finora elencati e tenendo per buoni i sondaggi elettorali, si può dire che solo quattro soggetti politici (Popolo della Libertà*, Partito Democratico*, Sinistra Arcobaleno e Unione di Centro) potranno aspirare ad ottenere seggi in Parlamento, nessuno degli altri soggetti politici è infatti accreditato di percentuali che superino il 4%. Per quel che riguarda il Senato la corsa molto probabilmente sarà ristretta solo ai primi tre soggetti prima citati (PDL*, PD* e Sinistra Arcobaleno) in quanto l’UDC è accreditato di percentuali tra il 5% e il 7% (potrebbe però superare lo sbarramento dell’8% in alcune regioni). Da quanto scritto si può dedurre che solo votando per questi quattro soggetti si concorrerà ad esprimere effettivamente dei voti utili. Se vi chiedete allora come mai ci sono circa un centinaio di partiti che si presentano alle elezioni possiamo rispondervi che i motivi sostanzialmente sono tre: alcuni (pochi) partiti si presentano solo in ambito locale e concorrono per i seggi che vengono assegnati alle minoranze linguistiche (questi otterranno effettivamente i loro seggi in Parlamento), altri partiti puntano a superare l’1% dei voti in modo da poter ottenere i rimborsi previsti per la campagna elettorale (e che possono essere vitali per mantenerli in vita), infine ci sono una schiera di partitini creati ad arte per sottrarre voti agli avversari (nessuno lo ammetterà mai ma tutti i partiti che si presentano con nomi o simboli simili a partiti più grandi e radicati hanno l’unico scopo di confondere gli elettori facendo disperdere il voto con l’intento di non fare raggiungere le soglie di sbarramento, sostanzialmente queste operazioni sono puntate sui partiti che sono poco sopra la soglia e quindi Sinistra Arcobaleno e UDC, infatti sulle schede elettorali troverete un proliferare di falci e martelli e scudi crociati).

Il 13 e 14 aprile tenete conto di tutti questi fattori e state attenti a non sovrapporre le schede perché rischiereste di rendere nulla quella sottostante! Ricordatevi inoltre che la x va tracciata su un singolo simbolo anche in caso di coalizioni e che non va fatto alcun altro segno, pena l’annullamento della scheda.

Buon voto a tutti!

* il PDL si presenta in coalizione al nord con la Lega Nord e al sud con il Movimento per le Autonomie, il PD si presenta in coalizione con l’Italia dei Valori.

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