13 Marzo 2008...4:07
Tra un mese si vota: ci sarà qualcosa di diverso questa volta?

Manca un mese esatto alle elezioni politiche italiane e pensiamo sia il momento di iniziare ad analizzare la situazione attuale.
A prima vista sembrerebbe che questa volta il panorama politico sia completamente diverso da quello a cui siamo stati abituati negli ultimi 15 anni, ma è veramente così?
In effetti questa volta sulla scheda elettorale non ci saranno molti dei simboli che eravamo abituati a vedere dall’avvento della cosiddetta “Seconda Repubblica”: quindi niente Polo della Libertà né Ulivo ma neanche Forza Italia, DS, Alleanza Nazionale, Rifondazione Comunista, Verdi (solo per citare quelli col maggior numero di elettori). Certo, alcuni sono rimasti: UDC, Lega Nord, Italia dei Valori, Socialisti… Però è evidente che i partiti e gli schieramenti principali, quelli che poi effettivamente corrono per vincere le elezioni, non saranno presenti sulla scheda elettorale che ci verrà consegnata ai seggi il 13 e 14 aprile prossimi.
Anche i toni della campagna elettorale sembravano, almeno fino a qualche giorno fa, diversi: più pacati e meno indirizzati alla criminalizzazione dell’avversario. Sotto questo aspetto c’è stata una svolta dopo il famoso gesto di Berlusconi al Palalido di Milano frainteso grossolanamente dal centro-sinistra. Se infatti il leader del centro-destra era stato molto chiaro dicendo che è il centro-sinistra stesso a stracciare i propri programmi dopo aver ricevuto la fiducia degli elettori, non si può non notare un po’ di maliziosità e di ricerca dello scontro nelle affermazioni dei leader del centro-sinistra che hanno cercato di far passare quel gesto come un affronto: l’avversario che straccia il programma dello schieramento opposto (in questo possiamo dire che il centro-sinistra non è poi cambiato molto visto che ancora oggi cerca di deformare la realtà per poterla sfruttare a proprio favore).
Però ad uno sguardo meno superficiale non si può fare a meno di notare come tutti (o quasi) i candidati presentati da Popolo della Libertà (PDL) e Partito Democratico (PD) siano gli stessi già presenti nelle liste dei partiti che queste due nuove formazioni hanno sostituito. Per trovare qualche nome nuovo bisogna arrivare in fondo alle liste (e sappiamo bene che gli ultimi in lista difficilmente vengono eletti e quindi sembrano i classici “specchietti per le allodole”). In cima alle liste, in posizione sicura, ci sono sempre i soliti nomi che quando va bene sono gli stessi da 15 anni (ma in molti, moltissimi casi sono gli stessi da 30 o 40 anni).
Insomma, in conclusione possiamo dire che lo sforzo di rinnovare almeno l’immagine c’è stato ed è stato coraggioso (in fondo eliminare simboli ormai familiari per milioni di italiani a favore di simboli completamente nuovi non è cosa da poco). Ora però, perché questo rinnovamento risulti credibile, sarà necessario che anche le persone cambino. Gradualmente, certo. Però i posti di controllo, quelli che contano, devono essere pian piano lasciati da chi li occupa da svariati decenni a persone più giovani sia anagraficamente che come formazione politica (anche perché il mondo negli ultimi 50 anni è cambiato molto e politici che già erano in Parlamento all’indomani della nascita della Repubblica oggi non possono più dare molto al Paese).
1 Commento
19 Marzo 2008 alle 1:22
Gira e rigira è sempre la solita minestra!
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